Ripercorrere la storia di Castellammare di Stabia significa spesso immergersi in un mare di carta pregiata, depliant con caratteri liberty e profumo di zolfo e ferro. Grazie ai documenti d’epoca possiamo oggi ricostruire il successo della Ditta Cascone, che nel 1907 rappresentava l’eccellenza dell’imprenditoria termale stabiese. Il biglietto da visita della ditta era questo elegante depliant pubblicitario che esibiva, come un blasone di nobiltà scientifica, la Medaglia d’Oro vinta all’Esposizione al Congresso Medico Internazionale di Roma del 1894. Un premio che sanciva ufficialmente, davanti al gotha della medicina mondiale, le proprietà terapeutiche dell’Acqua Ferrata di Castellammare. Un dettaglio fondamentale che differenziava nettamente l’offerta di Alessandro Cascone da quella dello Stabilimento Comunale delle Antiche Terme era la possibilità di alloggiare direttamente in loco. Mentre le Antiche Terme erano concepite principalmente per cure diurne, il complesso del Cascone offriva l’integrazione totale: il paziente poteva “vivere sopra la sorgente”, evitando spostamenti giornalieri e garantendo una cura continua.
L’Acqua Ferrata era definita tecnicamente una bicarbonato-calcica ferruginosa. Ma lasciamo da parte per un attimo il gergo da laboratorio e vediamo cosa significava per i pazienti del 1907:
Appena sgorgata è limpida, ma a contatto con l’aria tende a lasciare quel tipico sedimento ocra, segno della ricchezza di ferro. Il sapore è pungente, metallico, quasi “di sangue”, come dicevano gli anziani.
Era la panacea per le “giovinette pallide” e per chiunque soffrisse di clorosi o carenze marziali. Un bicchiere di quest’acqua era visto come una trasfusione naturale. Veniva prescritta per recuperare le forze dopo lunghe malattie o interventi, grazie alla sua capacità di stimolare la produzione di globuli rossi.
Nonostante il ferro, la presenza di anidride carbonica naturale la rendeva sorprendentemente leggera per lo stomaco.
Il listino prezzi del 1907 rifletteva un’organizzazione impeccabile:
Soggiorno: Camera con due letti da 3.50 a 6 lire; pensione completa da 7 a 9 lire.
Cure Termali: Bagni di I classe a 2.50 lire, II classe a 2.00 e III classe a 1.20.
Medicina e Benessere: Il centro offriva idroterapia, docciature, massaggi e i modernissimi bagni idroelettrici. In sede si effettuavano visite mediche e analisi delle urine, offrendo un servizio diagnostico completo. Ciò che rendeva i depliant della Ditta Cascone dei veri gioielli di marketing era la loro utilità pratica. Il Cascone aveva compreso che il forestiero necessitava di orientarsi nel tessuto cittadino. All’interno si trovavano infatti: indicazioni precise per raggiungere la Pretura, il Municipio, la Banca d’Italia e l’Agenzia delle Imposte Dirette, consigli sui siti archeologici e panoramici da visitare nel circondario.
Il depliant fungeva da orario tascabile, riportando le tariffe delle vetture da nolo e i dettagliati orari della ferrovia e dei piroscafi per Napoli. Di particolare rilievo era l’enfasi posta sulla modernità dei collegamenti. Il depliant celebrava il Tram Elettrico per Sorrento, sottolineando una frequenza sorprendente per l’epoca: una corsa ogni mezz’ora, dal mattino fino alla mezzanotte. Con ben 30 viaggi al giorno, il Gran Hotel Cascone si posizionava come il baricentro perfetto tra le terme stabiesi e le bellezze della penisola sorrentina. Per chi non poteva soggiornare, il Sig. Alessandro garantiva la spedizione: 20 bottiglie a 9 lire consegnate in stazione, o la singola bottiglia a 40 centesimi. L’Acqua Ferrata (bicarbonato-calcica ferruginosa) diventava così un bene accessibile ovunque, pur mantenendo il fascino del luogo d’origine.
Questo documento ci restituisce l’immagine di una Castellammare dinamica, dove l’iniziativa privata del Sig. Cascone trasformò una risorsa naturale in un sistema di accoglienza totale, rendendo la nostra città una vera capitale del benessere e del turismo internazionale.
A cura di Giuseppe Plaitano

