L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 16 ottobre 2025 la nuova guida aggiornata sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, che introduce regole, aliquote e requisiti rivisti a partire dal 2025.
Chi ha diritto alle agevolazioni
Le detrazioni spettano a tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF — residenti o non residenti in Italia — che siano proprietari, usufruttuari, comodatari, locatari, soci di cooperative, imprenditori individuali (per immobili non strumentali), società di persone o imprese familiari. Possono usufruirne anche familiari conviventi, conviventi di fatto, coniugi separati assegnatari e futuri acquirenti con compromesso registrato e possesso dell’immobile.
Le nuove aliquote dal 2025
Dal 2025 cambiano percentuali e limiti di spesa:
- fino al 31 dicembre 2024: 50% su 96.000 euro;
- spese 2025: 50% su 96.000 euro solo per abitazione principale del proprietario; 36% negli altri casi;
- spese 2026-2027: 36% per abitazione principale, 30% per gli altri immobili;
- spese 2028-2033: 30% su 48.000 euro;
- dal 2034: 36% su 48.000 euro.
Le detrazioni si ripartiscono in 10 rate annuali di pari importo, con limiti specifici per redditi superiori a 75.000 euro.
Lavori ammessi e spese agevolabili
Sono agevolati gli interventi su immobili residenziali e pertinenze:
- manutenzione ordinaria (solo su parti comuni condominiali);
- manutenzione straordinaria (rifacimento bagni, sostituzione infissi, installazione ascensori);
- restauro e risanamento conservativo (consolidamenti, adeguamenti impianti);
- ristrutturazione edilizia (demolizione e ricostruzione, ampliamenti nei limiti di legge, trasformazione di soffitte in mansarda).
Tra le spese detraibili rientrano anche: interventi post-calamità, eliminazione barriere architettoniche, sistemi antifurto, cablatura e insonorizzazione, risparmio energetico, misure antisismiche, bonifica amianto, messa a norma degli impianti e progettazione.
Adempimenti obbligatori
Per ottenere la detrazione occorre:
pagare con bonifico parlante (con causale, codice fiscale e P.IVA del fornitore);
- indicare il contratto collettivo edile per lavori oltre 70.000 euro;
- inviare, ove previsto, la comunicazione ad ASL ed ENEA;
- conservare fatture, ricevute, bonifici, autorizzazioni edilizie, delibere condominiali, documentazione catastale e ricevute IMU.
Il mancato rispetto di tali obblighi comporta la perdita del beneficio.
Trasferimento del diritto alla detrazione
In caso di vendita, la detrazione residua passa all’acquirente, salvo accordi diversi. In caso di successione, gli eredi subentrano nel diritto se mantengono il possesso dell’immobile.
IVA agevolata e bonus specifici
È prevista l’IVA agevolata al 10% su lavori di manutenzione, restauro e ristrutturazione, nonché sull’acquisto di beni finiti come infissi e porte. Rimangono escluse le prestazioni professionali e i materiali acquistati direttamente dal committente.
Fino al 31 dicembre 2025 resta in vigore la detrazione del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ripartita in cinque o dieci anni.
Box auto, immobili ristrutturati e mutui
Le detrazioni si applicano anche alla costruzione o all’acquisto di box pertinenziali, se documentato il vincolo con l’abitazione, e all’acquisto di immobili già ristrutturati.
Inoltre, è prevista la detrazione del 19% sugli interessi passivi dei mutui ipotecari per la ristrutturazione o costruzione dell’abitazione principale, fino a 2.582,25 euro annui per ciascun intestatario.
La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate chiarisce così un quadro aggiornato e completo di regole, requisiti e documenti necessari per accedere correttamente ai benefici fiscali sulle ristrutturazioni edilizie.
A cura della Redazione Economica

