Rodolfo De Martino nacque a Castellammare di Stabia il 16 giugno 1896. Fu musicista colto e raffinato, autore di melodie che seppero unire il sentimento popolare italiano alle influenze orchestrali e ritmiche internazionali. Figura elegante ma oggi quasi dimenticata, De Martino operò tra gli anni Trenta e Cinquanta come compositore, paroliere, arrangiatore, direttore d’orchestra e editore musicale, contribuendo in modo significativo alla canzone italiana d’anteguerra. Formatosi musicalmente nel vivace contesto culturale campano, De Martino mostrò fin da giovane un talento per la composizione melodica. Negli anni Trenta si trasferì a Torino, dove trovò un ambiente favorevole allo sviluppo della sua attività artistica, grazie anche alla presenza dell’EIAR, Ente Italiano Audizioni Radiofoniche e della casa discografica Cetra. Nella capitale piemontese De Martino si impose come autore versatile, capace di spaziare dalla romanza sentimentale al brano ritmico e orchestrale. Collaborò con numerosi interpreti e parolieri, tra cui Arrigo Giacomo Camosso, col quale firmò alcuni dei suoi maggiori successi. Negli anni Quaranta fondò e diresse le Edizioni Musicali M° R. De Martino e “Marte”, con sede in Torino, via O. Antinori 4, una piccola ma attivissima casa editrice che pubblicava spartiti e brani musicali. È proprio attraverso queste edizioni De Martino pubblicava i propri lavori tra cui Chiesetta Alpina, Rumba Song e altri brani contribuendo a creare un polo editoriale torinese dedicato alla canzone popolare italiana. Durante il suo periodo torinese, De Martino entrò in contatto con il circuito EIAR e con interpreti di grande popolarità. Il Trio Lescano, gruppo vocale iconico della radio italiana tra gli anni Trenta e Quaranta, incise e interpretò alcune sue composizioni, documentate in raccolte e cataloghi Cetra del periodo 1939–1942. Le incisioni riportano talvolta solo la dicitura “De Martino” come autore, ma le corrispondenze con i titoli e le collaborazioni note (in particolare con Arrigo Camosso) rendono plausibile l’attribuzione a Rodolfo De Martino. Tra i brani noti figurano motivi swing e rumba, caratteristici della produzione del maestro stabiese, eccone alcuni:
Chiesetta Alpina, 1940 Arrigo G. Camosso, Canzone pastorale di grande diffusione; ancora nel repertorio corale alpino;
Rumba Song, 1939–1940, Arrigo G. Camosso, Brano ritmico in stile latino; inciso e trasmesso dall’EIAR;
Ritmo svelto, 1940, Pezzo swing attribuito anche al Trio Lescano;
Rosa Rosella, ca. 1941, Valzer melodico di gusto cinematografico;
Rosa Spina, ca. 1942, Ballata sentimentale di tono allegorico;
La leggenda di Rosellina, ca. 1943, Canzone narrativa e fiabesca.
Le schede biografiche repertoriali e gli inventari dell’Archivio della Resistenza piemontese riportano che Rodolfo De Martino, nome di battaglia: Paisaniello, collaborò alle attività della 5ª Divisione “Alpi”, con funzioni di supporto e collaborazione affidate alla Brigata “A. Guerriero”.Queste fonti descrivono la sua presenza e il periodo di attività collegato all’ultimo anno di guerra e al periodo della liberazione. I registri partigiani che raccolgono le anagrafi di combattenti, collaboratori e sostenitori della Resistenza indicano espressamente per De Martino la qualifica ottenuta: BENEMERITO. La scheda anagrafica presente negli archivi storici include il dato del nome di battaglia, la formazione di riferimento (5ª Divisione Alpi) e la qualifica, informazioni che confermano in modo documentato il riconoscimento attribuitogli per la sua attività.
L’impegno civile e clandestino di De Martino nella Resistenza arricchisce la sua biografia artistica di un’importante dimensione sociale e politica. Come musicologo e storico della musica, è significativo notare che molti autori e interpreti dell’epoca combinarono impegno artistico e impegno civico: la partecipazione alla resistenza spiega anche il radicamento di certe sue composizioni nel repertorio corale e militare (es. Chiesetta Alpina) e chiarisce alcune reti di diffusione radiofonica e locale che favorirono la circolazione di brani a tema patriottico o montanaro.
Rodolfo De Martino si spense a Torino il 25 aprile 1961, lasciando un patrimonio musicale ricco e variegato che tuttavia rimane in gran parte nell’ombra. Come molti concittadini stabiesi trasferiti al Nord, la sua figura è oggi pressocché sconosciuta nella città natale, e il contributo alla musica italiana e alla Resistenza rischia di essere dimenticato. Riscoprire la vita e l’opera di De Martino significa quindi restituire voce e memoria a un talento che seppe intrecciare arte, civismo e passione popolare lontano dai riflettori.
A cura di Giuseppe Plaitano

