Con l’avvio della stagione fiscale e l’attesa dei rimborsi legati alla dichiarazione dei redditi, torna anche l’allarme legato alle truffe online. In queste settimane si sta infatti diffondendo una nuova campagna di phishing che utilizza nome e logo dell’Agenzia delle Entrate per ingannare i contribuenti.
Le email fraudolente promettono un presunto rimborso fiscale relativo alla dichiarazione dei redditi 2025, invitando i cittadini a fornire dati personali e bancari con il pretesto di completare la procedura di accredito.
Secondo quanto segnalato da Adiconsum, la truffa si sviluppa generalmente in due fasi. In un primo momento vengono richiesti dati anagrafici come nome, cognome, codice fiscale, indirizzo email e numero di telefono. Successivamente, i malintenzionati tentano di ottenere anche i dati della carta di credito o di debito.
Nonostante le tecniche utilizzate siano sempre più sofisticate, esistono alcuni segnali utili per riconoscere il tentativo di frode. Le comunicazioni sospette contengono spesso riferimenti a “rimborso”, “accredito” o “restituzione IRPEF”, utilizzano toni urgenti come “procedi entro 48 ore” oppure “rimborso in scadenza” e, soprattutto, rimandano a link esterni che non appartengono al dominio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Particolare attenzione va prestata alle richieste esplicite di dati bancari o delle carte di pagamento: l’Agenzia delle Entrate non chiede mai queste informazioni tramite email.
In caso di ricezione di messaggi sospetti, il consiglio è di non cliccare sui link presenti nella comunicazione, non inserire alcun dato personale ed eliminare immediatamente l’email, segnalandola eventualmente come phishing o spam tramite il proprio client di posta elettronica.
Per qualsiasi dubbio, è opportuno consultare esclusivamente i canali ufficiali, accedendo direttamente al sito dell’Agenzia delle Entrate oppure contattando gli uffici territoriali competenti.
L’Agenzia ricorda inoltre che i rimborsi fiscali vengono accreditati automaticamente sui conti correnti indicati nella dichiarazione dei redditi o tramite altri canali ufficiali, senza richiedere l’inserimento di dati sensibili attraverso email.
Il consiglio resta quello di mantenere sempre alta l’attenzione: quando si parla di comunicazioni fiscali o rimborsi, verificare direttamente attraverso i portali istituzionali è il modo migliore per evitare spiacevoli truffe online.
A cura del Giornale Weekend

