Australia, social vietati ai minori di 16 anni:genitori sollevati, ragazzi spiazzati

Dal 9 dicembre 2025 milioni di adolescenti australiani si sono svegliati senza accesso ai loro social preferiti. È entrato in vigore il primo divieto totale al mondo per gli under 16: Instagram, TikTok, Facebook, Snapchat, YouTube e altre piattaforme devono bloccare gli account già esistenti e impedire nuove iscrizioni, con multe fino a 49 milioni di dollari australiani per chi non si adegua.

Nessuna sanzione però per ragazzi o famiglie che aggireranno la norma: i dati resteranno salvati, in attesa del 16° compleanno. L’obiettivo è dichiarato: proteggere i giovani da algoritmi dannosi, predatori digitali e bullismo online. Il premier Anthony Albanese ha parlato di “giorno di orgoglio nazionale”, sottolineando il diritto dei bambini a un’infanzia più libera dalla pressione dei big tech. Alcune piattaforme, come Meta, hanno già iniziato le sospensioni, mentre altre come Twitch si prenderanno tempo fino a gennaio. YouTube, invece, consente ancora la visione dei video senza login. Ma non tutto fila liscio. Il 95% dei 13-15enni era già attivo sui social nel 2024, e ora molti si spostano verso app meno note, spesso prive di controlli.

Gruppi di giovani e difensori dei diritti digitali hanno avviato ricorsi, accusando la legge di ledere la libertà di espressione e aprire a forme di sorveglianza digitale. C’è anche chi teme abusi legati all’uso di dati biometrici per la verifica dell’età. Intanto, le famiglie si dividono: c’è chi si sente più tranquillo e chi affronta nuove tensioni domestiche. L’estate scolastica, senza social per molti ragazzi sarà un banco di prova. Il governo, con il supporto dell’eSafety Commissioner e di esperti internazionali, monitorerà l’impatto per sei mesi. Altri Paesi, dalla Danimarca alla Malesia, osservano da vicino: l’Australia ha tracciato una rotta, ma la navigazione è appena cominciata.

A cura di Christian Apadula

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