Google ci riprova: nel 2026 arrivano gli occhiali con AI. Ma stavolta l’obiettivo è non farsi notare

Dalla disfatta dei Google Glass al sogno mai abbandonato dell’assistente personale “indossabile”: Google si prepara a tornare nel mercato dei wearable con una nuova generazione di occhiali smart, più discreti, più accessibili e finalmente pensati per la vita di tutti i giorni. Il 2026 sarà l’anno del rilancio, e stavolta il colosso di Mountain View non sarà solo.

Insieme a Samsung, Warby Parker e Gentle Monster, ha avviato un ambizioso progetto per realizzare occhiali AI in due versioni: una “audio-only”, con microfoni, altoparlanti e fotocamere per interagire vocalmente con l’assistente Gemini; e una con un minuscolo display integrato nella lente, capace di mostrare indicazioni stradali, traduzioni in tempo reale, notifiche. Niente design futuristici né luci lampeggianti: l’estetica punta tutto sulla normalità. Non a caso, Warby Parker ha promesso montature leggere, connesse via smartphone, dallo stile urbano e minimal.

Alla base di tutto c’è Android XR, un sistema operativo che fonde l’esperienza di Wear OS con le nuove esigenze della realtà aumentata. Gli sviluppatori sono già al lavoro, e il progetto è in fase avanzata. Nel frattempo, Google osserva i concorrenti: Meta domina con i suoi Ray-Ban AI (oltre 2 milioni venduti), Snap prepara una nuova linea Specs, e il mercato si scalda.

Ma Sergey Brin, uno dei fondatori di Google, assicura: “Oggi l’intelligenza artificiale rende questi occhiali utili senza distrazioni”. Il prezzo previsto – tra i 400 e i 600 dollari – mira al pubblico comune. Niente più hype, solo usabilità.

È il segno di un cambiamento: la tecnologia non vuole più impressionare, ma accompagnarci, in silenzio, nella vita quotidiana. Se ci riuscirà, lo scopriremo presto. Ma questa volta, forse, Google ha imparato che l’innovazione non ha bisogno di urlare per farsi vedere.

A cura di Christian Apadula

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