Pacchetto sicurezza: via libera del Consiglio dei Ministri a decreto-legge e disegno di legge

Nella seduta del Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026 sono stati approvati due provvedimenti inseriti nel cosiddetto pacchetto sicurezza: un decreto-legge e un disegno di legge, frutto del lavoro svolto dal Governo nelle ultime settimane.

Il decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività d’indagine dell’Autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’Interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale.
Il secondo è il disegno di legge in materia di sicurezza e prevenzione del disagio giovanile, che interviene anche su ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’Interno.

Decreto-legge Sicurezza: le principali novità

Il decreto-legge sulla sicurezza introduce un pacchetto articolato di misure urgenti che intervengono su ordine pubblico, attività investigativa e funzionamento delle Forze dell’ordine. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’aumento dei fenomeni di violenza giovanile e l’uso di armi proprie e improprie, rafforzando la prevenzione in ambito urbano e durante le manifestazioni pubbliche.

Nel dettaglio, il provvedimento prevede:

Coltelli e strumenti atti a offendere: ampliamento dell’elenco degli oggetti il cui porto è vietato in assenza di giustificato motivo.

Perquisizione sul posto e fermo preventivo: gli operatori di pubblica sicurezza potranno procedere immediatamente a perquisizioni per verificare il possesso di armi, esplosivi o strumenti da scasso.

Arresto in flagranza differita: possibilità di procedere entro 48 ore dal fatto sulla base di documentazione video-fotografica certa, con estensione a nuove fattispecie di reato.

Zone a vigilanza rafforzata: il Prefetto potrà individuare aree urbane colpite da gravi e ripetuti episodi di criminalità, disponendo l’allontanamento (Daspo urbano) di soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per determinati delitti, qualora tengano condotte che mettano a rischio la sicurezza o la fruizione degli spazi pubblici.
Manifestazioni pubbliche: inasprimento delle sanzioni per l’omesso preavviso al Questore e introduzione di una specifica sanzione penale per l’uso di caschi o altri mezzi idonei a impedire il riconoscimento dei partecipanti.

Divieto giudiziario di partecipazione: in caso di condanna per reati gravi commessi durante assembramenti, il giudice potrà vietare la partecipazione a pubbliche riunioni per un periodo da uno a tre anni, o per una durata pari alla pena inflitta se superiore. È previsto anche l’obbligo di firma presso gli uffici di Polizia durante lo svolgimento delle manifestazioni.

Registro degli indagati e cause di giustificazione: quando risulta evidente la sussistenza di cause di giustificazione (come legittima difesa o adempimento di un dovere), il Pubblico Ministero non procederà all’iscrizione nel Registro delle notizie di reato, ma a una annotazione preliminare in un modello separato, garantendo comunque i diritti della persona coinvolta.

Furto con destrezza: nuova fattispecie procedibile d’ufficio, con aggravamento delle pene se il reato riguarda mezzi di pagamento, documenti, dispositivi informatici o beni di rilevante valore economico.

Croce Rossa Italiana: autorizzazione alla Croce Rossa Italiana per lo svolgimento di attività umanitarie urgenti connesse al nuovo Patto europeo sulla migrazione.

Procedure assunzionali: semplificazione delle modalità di accesso ai ruoli della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria, per assicurare l’effettiva operatività delle nuove misure.

I provvedimenti ora seguono il consueto iter parlamentare, che porterà al confronto nelle Camere per la conversione del decreto-legge e l’esame del disegno di legge.

A cura di Nicola D’Auria

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