La penna e il quaderno Stabia, l’eredità di Canzanella

In un’epoca dominata dal digitale, il ritrovamento di un vecchio quaderno e una piccola scatola di cartone non sono solo una scoperta collezionistica, ma un vero e proprio portale temporale verso la Castellammare di Stabia del primo Novecento. Quella che vediamo è la confezione originale della “Penna Stabia“, un manufatto che testimonia l’orgoglio artigianale e commerciale della nostra città.

La grafica, squisitamente Liberty, sfoggia lo stemma di Castellammare con la corona e i rami d’alloro, a sancire un legame indissolubile tra il prodotto e il territorio. Il nome riportato in basso, Canzanella, evoca immediatamente il ricordo di quella che è stata, per decenni, la “cattedrale” della carta e della penna a Castellammare. Fondata nel cuore pulsante del centro città a due passi dalla Cattedrale e successivamente spostatasi in uno dei punti nevralgici del commercio cittadino (come il celebre negozio di Piazza Principe Umberto), la Cartoleria Libreria Canzanella non era un semplice esercizio commerciale, era il punto di riferimento per gli studenti.
Attraverso la produzione di articoli personalizzati, come appunto la “Penna Stabia”, i quaderni o le cartoline, Canzanella elevava il commercio locale a rango di eccellenza editoriale e tecnica. L’iscrizione sulla scatola è chiara: “Penna Stabia – Canzanella – Castellammare di Stabia”.

Questo suggerisce che la famiglia Canzanella avesse commissionato o marchiato una propria linea di strumenti da scrittura, una pratica comune per le grandi cartolerie di prestigio dell’epoca che volevano offrire ai propri clienti un prodotto distintivo e di alta qualità. Vedere questa scatolina oggi, con i suoi bordi leggermente consumati e quel verde pallido punteggiato, ci ricorda che Castellammare è stata una città di terziario avanzato e cultura diffusa. Da notare il font utilizzato per “Stabia”, con quella “S” intrecciata tipica della calligrafia dell’epoca: un richiamo visivo alla fluidità dell’inchiostro che un tempo scorreva da queste penne per scrivere la nostra storia. Oltre alla Penna Stabia, la cartolibreria Canzanella offriva anche un quaderno dedicato alla città.

La copertina, di verdino chiaro e invecchiato dal tempo, presenta un’elegante cornice a doppio filo che racchiude il titolo “Quaderno Stabia” in un carattere tipografico classico e raffinato. Il quaderno è diviso in due sezioni: una dedicata ai dati personali dell’alunno e una alle annotazioni scolastiche. Il fatto che la cartolibreria Canzanella abbia scelto di non inserire immagini, ma di far campeggiare il nome “Stabia” in un carattere corsivo così sinuoso e d’impatto, rivela una strategia culturale precisa: il nome della città non era un semplice dato geografico, ma un vero e proprio “brand” ante litteram. Identificare un oggetto di uso quotidiano come il quaderno scolastico con il nome Stabia significava educare le nuove generazioni, fin dai banchi di scuola, a un senso di appartenenza fiero e consapevole.

La scelta di lasciare la copertina pulita, con lo spazio per “alunno” e “classe” quasi subordinato al titolo principale, trasforma un umile strumento didattico in un manifesto d’amore per le proprie radici. Immaginiamo centinaia di studenti stabiesi che, ogni giorno, aprendo la cartella, leggevano quel nome.

Sul retro del “Quaderno Stabia”, troviamo una pagina che è un capolavoro di estetica e didattica d’altri tempi. Il retro dei quaderni Canzanella non era mai lasciato al caso: era uno spazio dedicato al sapere utile, incorniciato da fregi classici che conferivano dignità allo studio: La Tavola Pitagorica. Al centro di una ricca decorazione floreale a viticci, tipica del gusto decorativo del primo Novecento, campeggia la Tavola Pitagorica. Oggi, in un’epoca di calcolatrici integrate negli smartphone e algoritmi pronti all’uso, questo strumento rischia di apparire come un fossile didattico, ma per gli studenti stabiesi dell’epoca era un compagno inseparabile. In basso, incastonato tra le foglie d’acanto, notiamo un dettaglio simbolico di grande fascino, un libro aperto sormontato da una fiamma accesa. Questo emblema, scelto con cura dalla Libreria Canzanella, comunica un messaggio preciso, l’istruzione è una luce che illumina l’oscurità dell’ignoranza. Il fatto che questo simbolo appaia proprio sotto la tavola pitagorica suggerisce che il rigore della matematica e la passione per la lettura sono i due pilastri su cui si deve reggere la formazione del cittadino stabiese.

La Libreria Canzanella non stava solo vendendo carta; stava distribuendo frammenti di identità cittadina, legando indissolubilmente il concetto di “studio” e “cultura” alla terra di origine. Sia la scatola dei pennini che il quaderno Stabia testimoniano l’amore e la dedizione dei Canzanella per la loro città. Attraverso questi oggetti, la cartolibreria non solo offriva prodotti di qualità, ma si faceva anche ambasciatrice della cultura e dell’identità locale, contribuendo a preservare e tramandare la storia di Castellammare di Stabia.” Oggetti come questi sono frammenti di un mosaico che non dobbiamo permettere che sbiadisca. Sono la prova che “Stabia” non è solo un nome su una mappa o un reperto archeologico, ma è stata, ed è, una firma di stile e di operosità.

A cura di Giuseppe Plaitano

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