Un grappolo di tradizione che pende dalle volte delle case contadine, simbolo di resistenza e gusto unico. Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P. è uno dei prodotti più antichi e identitari della Campania, tanto radicato nella cultura locale da comparire perfino nel presepe napoletano.
Piccolo, dalla forma ovale e con l’apice leggermente appuntito, non supera i 25 grammi di peso. La buccia spessa e resistente, il colore rosso vermiglio, la polpa soda e il sapore intenso — dolce ma vivacemente acidulo — ne fanno un frutto capace di resistere a lungo nel tempo.
Il segreto è proprio nella tradizionale conservazione “al piennolo”: i grappoli vengono intrecciati in grandi mazzi e appesi in locali aerati. Così, senza bisogno di moderne tecnologie, il pomodorino mantiene le sue qualità organolettiche per tutto l’inverno, regalando ai napoletani un ingrediente prezioso anche fino alla primavera successiva.
Versatile in cucina, il Pomodorino del Vesuvio è protagonista della gastronomia partenopea: arricchisce i sughi di mare, accompagna gli spaghetti alle vongole, esalta la pizza napoletana e diventa base per conserve tipiche, come le celebri “a pacchetelle”.
La sua vivace acidità, che bilancia dolcezza e freschezza, nasce dai terreni vulcanici del Vesuvio: suoli ricchi di minerali, formati da materiali piroclastici che conferiscono al frutto un carattere irripetibile.
Le prime testimonianze scritte risalgono alla metà dell’Ottocento. Autori come Bruni (1858) e Palmieri (1885) descrivevano già l’uso di appendere i grappoli per garantirne la conservazione. Nel Novecento, ricercatori e professori dell’Università di Portici hanno documentato la coltivazione e l’intera economia che gravitava intorno a questo prodotto, segno della sua importanza per le comunità vesuviane.
Dal 2009 il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio è ufficialmente tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.), che ne certifica la qualità e il legame con il territorio. L’area di produzione è la seguente:
- l’intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Napoli: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa Di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, Sant’Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase.
- la parte del territorio del comune di Nola delimitata perimetralmente: dalla strada provinciale Piazzola di Nola – Rione Trieste (per il tratto che va sotto il nome di “Costantinopoli”), dal “Lagno Rosario”, dal limite del comune di Ottaviano e dal limite del comune di Somma Vesuviana.
A cura di Nicola D’Auria

