C’è un albero che, più di ogni altro, in Italia racconta una storia di dolore e di riscatto. È l’Albero di Falcone, la magnolia che cresce davanti alla casa del giudice Giovanni Falcone, a Palermo, divenuta nel tempo simbolo della reazione civile alla violenza mafiosa. Oggi un frammento vivo di quella storia è arrivato nella nostra scuola: una talea donata dai Carabinieri della Biodiversità, segno concreto di memoria e di speranza. Non si è trattato di una semplice piantumazione. È stato un passaggio di testimone. Dopo la strage di Capaci, attorno a quell’albero si sono intrecciati biglietti, disegni, parole affidate al vento e alla corteccia: promesse di impegno, richieste di giustizia, silenzi carichi di dolore. Col tempo, quella magnolia è diventata un presidio morale, un luogo in cui la memoria si è fatta partecipazione attiva.Oggi quel messaggio ha attraversato il tempo e lo spazio, trasformandosi in nuove radici e nuove foglie. La talea consegnata alla nostra comunità scolastica non è soltanto una pianta: è un simbolo esigente, che chiede cura quotidiana e consapevolezza.L’iniziativa ha coinvolto in modo particolare le classi quinte della scuola primaria e le classi terze della secondaria di primo grado. I ragazzi hanno seguito con attenzione e sincera emozione ogni momento della cerimonia, comprendendo il valore profondo di un gesto che unisce educazione, memoria e cittadinanza attiva. È in esperienze come questa che la scuola dimostra la propria funzione più alta: formare coscienze libere, capaci di distinguere, di scegliere, di non voltarsi dall’altra parte.L’intera comunità scolastica diretta dalla preside Angela Renis ha partecipato con trasporto. La presenza del sindaco Nello D’Auria e degli assessori ha ulteriormente rafforzato il significato istituzionale di una giornata che ha saputo unire istituzioni, scuola e territorio in un unico, forte messaggio di legalità.
A cura della D.ssa Giovanna Salvati

