Tesla, la scommessa di Musk: “Nel 2027 un robot in ogni casa”

DAVOS — Tra i riflettori del World Economic Forum, Elon Musk lancia la sua nuova sfida al mondo: portare i robot umanoidi nelle nostre case entro la fine del 2027. Non si tratta di fantascienza, ma di un preciso piano industriale. Tesla, dopo aver rivoluzionato l’auto elettrica, punta ora a trasformare la quotidianità domestica. Il protagonista è Optimus. Nato nel 2021 e cresciuto rapidamente, non sarà un gadget per pochi appassionati, ma un aiuto concreto per le famiglie. Dalle pulizie all’assistenza agli anziani, l’obiettivo dichiarato è liberare tempo ed energie umane. «Li venderemo solo quando saranno sicuri, affidabili e capaci di fare tutto», ha promesso il CEO scandendo i tempi di una rivoluzione che sembra imminente. La strategia è pragmatica: prima il collaudo “duro” nelle fabbriche Tesla, dove i robot sono già operativi su mansioni ripetitive, poi il salto nei nostri salotti. Se Wall Street esulta intravedendo un business da trilioni di dollari, la comunità scientifica frena: creare un robot generalista capace di gestire l’imprevedibilità di una casa resta una sfida tecnica titanica. Oltre ai chip, però, si apre un dibattito culturale. Cosa significherà affidare la cura di un caro a una macchina? Mentre Tesla corre verso il futuro, noi dobbiamo chiederci non solo cosa faranno i robot, ma chi diventeremo noi condividendo con loro la nostra intimità.

A cura di Christian Apadula

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