Nuova area archeologica scoperta ad Afragola: emergono tracce di antichi insediamenti

Un nuovo sito archeologico è emerso ad Afragola, in via Pablo Neruda, nelle immediate vicinanze del cantiere della futura stazione del rione San Marco, destinata a collegarsi con la stazione Tav e con la linea metropolitana. Il ritrovamento riguarda un’area di circa 5.000 metri quadrati situata al confine tra Afragola e Casalnuovo.
Sul posto sono al lavoro I tecnici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli, impegnati nelle operazioni di scavo e nella catalogazione dei reperti. Le prime evidenze suggeriscono la possibile presenza di un insediamento risalente all’età del Bronzo, anche se non si esclude che possano emergere strutture riferibili ad epoca romana, già documentate in precedenti interventi archeologici nella stessa zona.
L’area compresa tra Afragola, Acerra e Casalnuovo si conferma ancora una volta particolarmente ricca di testimonianze del passato. Negli ultimi decenni, diversi ritrovamenti hanno evidenziato la presenza di insediamenti umani fin dalla preistoria.
Tra I più significativi si ricorda il villaggio dell’età del Bronzo Antico rinvenuto circa vent’anni fa durante I lavori per la realizzazione di una rete fognaria in via Capomazzo, nell’ambito degli interventi legati alla linea ferroviaria. Il sito restituì importanti tracce della vita quotidiana: resti di capanne, strumenti per la caccia e l’agricoltura, fossili animali e impronte lasciate nella cenere vulcanica durante un’eruzione.
Quel ritrovamento suscitò interesse anche a livello internazionale, attirando studiosi stranieri e dando origine a pubblicazioni scientifiche dedicate allo studio dell’insediamento e del contesto ambientale dell’epoca.
La nuova scoperta riporta l’attenzione sul delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del patrimonio culturale. L’area interessata dai lavori per la mobilità urbana si inserisce infatti in un territorio già noto per la sua stratificazione storica, dove ogni intervento edilizio può riportare alla luce nuove testimonianze.
Al momento, non sono state diffuse informazioni ufficiali sulla futura destinazione dell’area né sulle modalità di valorizzazione dei ritrovamenti. Le attività di scavo proseguiranno nei prossimi mesi per consentire agli archeologi di definire con maggiore precisione la cronologia e la natura dell’insediamento.
La scoperta conferma, ancora una volta, come il sottosuolo dell’area nord di Napoli custodisca tracce preziose di comunità antiche, testimonianza di una presenza umana radicata e continua nel tempo.

A cura di Isacco Di Maio

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